Per questo non ha senso regalare qualcuna delle edizioni recenti (anche se quest’anno è uscito il primo kit dedicato al calcio femminile) e bisogna orientarsi sul passato. Invece, quest’anno, con la Lazio il brand giapponese ha messo a segno un elegante trittico, celebrativo dei 50 anni dal primo scudetto (1973/74). La perla – a nostro parere – è la terza divisa bianca, impreziosita da dettagli classicheggianti sul corpo maglia e su girocollo e orli delle maniche. Il 1937 fu una data importante per il calcio a Perugia, poiché ebbe inizio la costruzione del primo stadio cittadino inteso come tale, il Santa Giuliana, realizzato proprio in prossimità del vecchio Piazzone; i biancorossi potranno però debuttarvi ufficialmente solo l’anno dopo, il 4 settembre 1938, in occasione della loro prima stagione di Serie C. Sempre nel ’38 esordì in squadra il mediano Guido Mazzetti, destinato in futuro a scrivere pagine importanti della storia del club, sia da giocatore che, soprattutto, da allenatore.
E la maglia nera indossata da Amedeo Biavati nel 1938: in occasione dei quarti di finale dei Mondiali contro la Francia l’Italia giocò con la maglia di quel colore. Nel 1966 subentrò alla presidenza Lino Spagnoli, imprenditore perugino già campione di motonautica e grande appassionato di sport. Sono piccole storie, raccontate da Codignola con grazia stilistica e un grande gusto per gli aneddoti, a partire da fotografie meravigliose e piene di camicie inamidate. Gli Stati Uniti hanno deciso di applicare sanzioni su Individui ed entità russe come mai erano stati decise in precedenza, anche se ancora non vengono toccati ufficiali di governo ed oligarchi legati a Vladimir Putin. Un club che è anche una filosofia calcistica e, perché no, di vita? Noi tutti giocatori di football partecipiamo a un gioco violento», afferma con massima sincerità il qb dei Bengals. Ed elenca cosa, quasi certamente, ti accadrà in carriera: «Subirai ferite alla testa», ti strapperai i legamenti, ti spezzerai il braccio o la gamba. Questo è il gioco a cui giochiamo. Questa è la vita che viviamo. E veniamo pagati profumatamente per questo. Penso che ogni volta che scendiamo in campo sappiamo perfettamente in cosa ci stiamo cacciando».
Nel 1922 il campo da gioco di Piazza d’armi venne intanto ampliato e reso più consono alla pratica agonistica, con l’aggiunta di una tribuna in legno. Nella stessa sala, due maglie storiche: quella con cui Silvio Piola ha esordito in Nazionale nel 1935 e sulla quale la madre ha cucito una dedica. Si può comprare qualsiasi cosa, dalle maglie da calcio alle lampade antiche, dai cactus e ai profumi. La maggior parte della gente pensa alle griffe di lusso quando parla di fare acquisti a Roma, in realtà anche lo shopping nei mercatini è un’esperienza imperdibile per qualunque visitatore. Se una squadra di calcio vince tutto per settant’anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un’immagine diversa e migliore di quella reale, un’immagine superiore persino alla lotta di classe, con il Togliatti juventino, e il siciliano Anastasi diventato l’idolo degli operai piemontesi del Lingotto.
Sampdoria, succede di tutto a Reggio. Poi si è imbrocchito di colpo e si è dato al giornalismo occupandosi di tutto e anche di calcio. Invece spara quattro colpi, poi si gira, mi vede. Il Perugia ottenne la promozione in Serie A con tre punti di vantaggio sul Como e quattro sul Verona: l’ultima partita casalinga – peraltro quella dell’addio al Santa Giuliana in favore del nuovo Comunale di Pian di Massiano -, giocata sette giorni dopo e vinta 2-1 col Novara, suggellò la conclusione di una stagione indimenticabile. A ben vedere, la squadra umbra stava infatti ottenendo dei risultati inaspettatamente positivi per una cosiddetta «provinciale», oltretutto alla prima esperienza assoluta nel palcoscenico della massima categoria: giocando un calcio moderno ed efficace, esaltato da giocatori di tecnica e qualità come Salvatore Bagni, Renato Curi, Walter Novellino e Franco Vannini, il Perugia stazionava stabilmente nella prima parte della classifica, riuscendo a competere ad armi pari contro avversarie ben più ricche e blasonate. Tuttavia proprio qui, forse anche per la mancanza di eventuali infrastrutture adatte alla massima categoria, «vengono le dolenti note» per il Perugia, con una serie di arbitraggi a senso unico: il culmine si raggiunse al termine della sfida casalinga con la Pro Patria, quando «Peppino» Vitalesta reagì alle continue decisioni avverse aggredendo il direttore di gara De Sanctis; questo gli precluse il tesseramento in A tra le file della Triestina.